Vai al contenuto

Come produrre contenuti digitali accessibili

Progetto della Ohio State University

Un buon esempio di come un ateneo possa affrontare l’accessibilità dei materiali didattici in modo sistematico, senza affidare tutto alla richiesta di adattamenti da parte del singolo studente.

L’obiettivo è fare in modo che documenti, presentazioni, video e contenuti dei corsi siano accessibili fin dalla loro progettazione. Per raggiungerlo, l’università affianca alla tecnologia la formazione dei docenti e procedure chiare per la revisione dei materiali.

L’aspetto più significativo dell’esperienza della Ohio State University è il passaggio da un approccio basato sull’adattamento successivo a uno fondato sulla progettazione accessibile fin dall’origine. L’accessibilità non viene considerata soltanto un intervento destinato agli studenti con disabilità, ma una caratteristica ordinaria della qualità della didattica digitale. In questo modo si riduce la necessità di interventi individuali successivi e si garantisce agli studenti un accesso più autonomo e tempestivo ai materiali di studio.

Tra gli elementi più interessanti del modello OSU ci sono:

  • la formazione dei docenti su alcune competenze fondamentali: uso corretto delle intestazioni, link descrittivi, contrasto dei colori, testi alternativi per le immagini e creazione di documenti accessibili;
  • l’utilizzo di strumenti integrati nell’ambiente didattico per individuare i problemi di accessibilità e guidare i docenti nella loro correzione;
  • la strategia delle 3R per i materiali esistenti: Remove (rimuovere) ciò che non serve più, Replace (sostituire) i contenuti inaccessibili quando esistono alternative migliori e Remediate (correggere) quelli che devono essere mantenuti;
  • l’applicazione dei principi dell’Universal Design for Learning (UDL), offrendo fin dall’inizio più modalità di fruizione, per esempio video accompagnati da sottotitoli e trascrizioni;
  • la possibilità per gli studenti di ottenere i materiali in formati alternativi, come audio, ePub o Braille elettronico, utili sia con le tecnologie assistive sia in presenza di differenti esigenze di apprendimento;
  • il coinvolgimento degli stessi studenti, chiamati a creare contenuti e lavori di gruppo accessibili anche ai propri compagni.